Tra il sogno e i vertici mondiali

Noè Ponti è uno dei nuotatori svizzeri di maggior successo della sua generazione. Nell’intervista, racconta alcuni aspetti personali del suo cammino verso i vertici mondiali, parla delle battute d’arresto e della sostenibilità e spiega perché crede nella partnership con NeoVac.

Die NeoVac Gruppe ist seit November 2025 offizielle Main-Partnerin des Schweizer Weltklasseschwimmers und Olympiamedaillengewinner Noè Ponti. | © NeoVac
Dal novembre 2025, il Gruppo NeoVac è main partner ufficiale di Noè Ponti, nuotatore svizzero di livello mondiale e medaglia olimpica.

A sei anni sei entrato in vasca per la prima volta. Oggi fai parte dell’élite mondiale. Se oggi incontrassi a bordo vasca Noè, quel bambino di sei anni, cosa gli diresti?

Gli direi di divertirsi e di godersi ogni singolo momento. Di seguire i suoi sogni, la sua passione e di porsi grandi obiettivi. Gli direi, poi, di credere sempre in sé stesso e di non arrendersi mai, anche se il percorso non è sempre facile.

Inoltre, gli consiglierei di dare il massimo in tutto ciò che fa: in vasca, a scuola e nella vita di tutti i giorni. È importante essere impegnati e rimanere aperti a nuove esperienze.

Un altro consiglio sarebbe quello di ascoltare le persone che hanno più esperienza e che vogliono sostenerlo: genitori, allenatrici e allenatori o altre figure di riferimento possono dare consigli preziosi che aiutano a crescere.

E soprattutto gli direi: «Trova gioia in ciò che fai». Quando si lavora con passione, si crede nei propri obiettivi e si è disposti a lottare per raggiungerli, i sogni possono davvero diventare realtà.

C’è stato un momento in cui ti sei reso conto che un sogno d’infanzia avrebbe potuto trasformarsi in un obiettivo realistico?

Credo che questa consapevolezza sia maturata nel tempo. Quando ho cominciato a ottenere buoni risultati a livello internazionale tra gli juniores, mi sono reso conto che forse potevo farcela anche tra i grandi. Un momento importante è stato il 2019, quando ho vinto l’oro ai Campionati europei juniores. Da lì in poi, la qualificazione olimpica non era più soltanto un sogno, ma un obiettivo concreto. Sapevo di avere le potenzialità per riuscirci, e alla fine è andata proprio così.

Durante la stagione 2020/21 ho dimostrato più volte di essere cresciuto molto sul piano sportivo. Questo ha rafforzato la mia fiducia nella possibilità di arrivare a una finale olimpica: qui può sempre succedere di tutto, certo, ma io credevo nelle mie capacità. Alla fine sono riuscito persino a conquistare una medaglia olimpica.

Ripensandoci, direi che è stato durante gli anni della giovinezza, quando gareggiavo agli Europei e ai Mondiali juniores, che ho iniziato gradualmente a capire che un giorno avrei potuto partecipare ai Giochi olimpici e forse persino lottare per le prime posizioni.

Quale momento della tua carriera ha avuto finora l’impatto maggiore su di te?

Ci sono tanti momenti che mi hanno segnato, sia positivi che difficili. Se penso a uno particolarmente duro, mi vengono in mente i Mondiali di Fukuoka del 2023: molte cose non sono andate come me le ero immaginate e la delusione è stata grande. Con il senno di poi, però, quell’esperienza è stata importantissima per me. Mi ha spinto a crescere, a lavorare ancora più duramente e a tornare più forte di prima. Molti dei successi che sono venuti dopo nascono proprio da quello che ho imparato in quella fase difficile.

Se invece dovessi citare un momento positivo, sarebbe senza dubbio la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Tokyo. Quel successo ha cambiato la mia vita e la mia carriera. Mi ha dimostrato che potevo competere ai massimi livelli internazionali e mi ha dato una grande fiducia in me stesso.

Direi quindi che Fukuoka 2023 mi ha segnato soprattutto come persona e come atleta, mentre Tokyo 2021 è stato il momento che ha influito di più sulla mia carriera, dandole una spinta decisiva.

Come si svolge una settimana di allenamento poco prima di una gara importante?

Poco prima di una competizione importante, l’allenamento diventa un po’ più tranquillo. In linea di principio, mi alleno con la stessa frequenza di sempre, sia in acqua sia in palestra, ma riduco l’intensità dell’allenamento.

L’attenzione si sposta soprattutto sulla velocità e sulla necessità di garantire al corpo un riposo adeguato. La rigenerazione diventa particolarmente importante in questa fase, per essere pronti il giorno della gara.

Hai un rituale particolare prima delle gare?

No, in realtà non ho rituali speciali prima delle gare. Di solito, vado ancora una volta in bagno prima di entrare nella call room, e subito prima della partenza, faccio qualche movimento o un leggero stretching per svegliarmi e concentrarmi sulla gara.

Il mio riscaldamento in acqua di solito è sempre molto simile, ma a parte questo non ho rituali fissi.

Come si svolge una giornata perfetta quando non ci sono gare in programma?

Per me, una giornata perfetta consisterebbe nell’andare ad allenarmi al mattino, in acqua e magari anche in palestra. Poi un buon pranzo, un po’ di riposo nel pomeriggio e, più tardi, passare del tempo con la mia ragazza, la mia famiglia o i miei amici.

In estate, l’ideale sarebbe ovviamente andare al lago o in spiaggia, godersi il sole e semplicemente rilassarsi un po’. Per me sarebbe davvero una bellissima giornata. Magari come un tipico sabato, in cui mi alleno una sola volta e poi ho un po’ più di tempo libero.

Noè Ponti trainiert im Centro Sportivo Tenero (CST), dem nationalen Jugendsport- und Leistungszentrum in Tenero (TI). | © NeoVac
Noè Ponti si allena al Centro sportivo Tenero (CST), il centro nazionale per lo sport giovanile e di prestazione con sede a Tenero (TI).

A chi ti ispiri al di fuori dello sport?

Al di fuori dello sport, sono soprattutto le persone della mia cerchia personale a ispirarmi. In particolare, i miei genitori mi hanno sempre influenzato molto, perché mi hanno trasmesso valori come la disciplina, il rispetto e l’umiltà.

In generale, ammiro le persone che lavorano con passione ai propri obiettivi, a prescindere dal settore in cui operano. Non devono necessariamente essere personaggi famosi: spesso sono persone della vita di tutti i giorni da cui si può imparare molto.

Se potessi praticare per un giorno un altro sport a livello professionistico, quale sceglieresti?

Così, senza pensarci troppo, sceglierei il tennis. Ci sono molti sport che mi affascinano, ma il tennis mi ha sempre entusiasmato. Mi piace seguirlo e trovo molto stimolante il mix di tecnica, prestanza fisica e forza mentale.

Se potessi nominare un secondo sport, probabilmente sarebbe il surf. Da nuotatore ho ovviamente un legame speciale con l’acqua, e l’idea di cavalcare le onde mi affascina moltissimo. Quella sensazione di essere in mezzo al mare e vivere direttamente la forza della natura deve essere qualcosa di davvero speciale.

Se, però, dovessi sceglierne uno solo, sarebbe il tennis.

Wenn ich eine zweite Sportart nennen dürfte, dann wäre es wahrscheinlich Surfen. Als Schwimmer habe ich natürlich eine besondere Verbindung zum Wasser, und die Vorstellung, auf den Wellen unterwegs zu sein, finde ich unglaublich faszinierend. Dieses Gefühl, mitten im Meer zu sein und die Kraft der Natur direkt zu erleben, muss etwas ganz Besonderes sein.

Wenn ich mich aber für nur eine Sportart entscheiden müsste, wäre es Tennis.

Da nuotatore vivi ogni giorno a contatto con l’acqua. Questo ha cambiato il tuo modo di guardare alle risorse e alla sostenibilità?

Sì, assolutamente. Nella mia famiglia, la sostenibilità è sempre stata un tema importante, quindi ho iniziato a rifletterci fin da piccolo. L’acqua è una risorsa fondamentale e preziosa per noi esseri umani e spesso la diamo per scontata.
Nuotando trascorro naturalmente moltissimo tempo in acqua ogni giorno.

Non direi che questo abbia cambiato completamente il mio modo di vedere la sostenibilità, ma di sicuro ha accresciuto ulteriormente la mia consapevolezza. Mi capita di pensare più spesso a quanto l’acqua sia importante e al fatto che non tutte le persone nel mondo sono privilegiate quanto noi. Per questo cerco di usare le risorse in modo responsabile nella vita di tutti i giorni e di fare la mia parte.

Schwimmer und NeoVac-Markenbotschafter Noè Ponti. | © NeoVac

«Trova gioia in ciò che fai». 

Noè Ponti, nuotatore e ambasciatore del marchio NeoVac.

Nelle partnership, l’autenticità conta molto. Perché la collaborazione con NeoVac ti sembra quella giusta?

Per me è fondamentale che una partnership sia autentica. Per questo collaboro solo con aziende in cui credo davvero. Con NeoVac c’è una grande sintonia, perché abbiamo valori simili. Temi come la responsabilità, la sostenibilità e un uso consapevole delle risorse non sono soltanto parole, ma vengono anche vissuti concretamente. Per me questo è molto importante.

Apprezzo inoltre il dialogo personale e informale. La collaborazione è spontanea e naturale: per me è questa la base di una partnership duratura e di successo.

Di che cosa sei particolarmente grato in questo momento?

Adesso sono grato soprattutto di poter vivere la vita che vivo. Il fatto che la mia passione e il mio sport siano diventati il mio lavoro è tutt’altro che scontato. So quanto sono privilegiato e ne sono molto riconoscente.
Sono altrettanto grato di avere accanto le persone che mi accompagnano e mi sostengono ogni giorno: la mia famiglia, il mio team e tutte le persone che mi sono vicine.

E, naturalmente, sono grato per la mia salute. Per me è la cosa più importante in assoluto. Finché si è in salute e lo sono anche le persone vicine, si hanno le basi per inseguire i propri sogni e fare ciò che si ama.

Se pensi ai prossimi anni, che cosa non vedi l’ora di vivere, nello sport e fuori dalla vasca?

Nello sport non vedo l’ora di continuare a crescere, di raccogliere nuove sfide e di scoprire quanto posso ancora migliorare. L’obiettivo più grande dei prossimi anni è, naturalmente, qualificarmi per i Giochi olimpici del 2028 a Los Angeles e partecipare così alla mia terza Olimpiade.

Anche fuori dalla vasca ci sono molte cose che non vedo l’ora di vivere. Amo viaggiare e spero di poter continuare a scoprire tanti luoghi nuovi. Allo stesso tempo, vorrei costruire passo dopo passo qualcosa di solido per il periodo successivo alla carriera sportiva, sia nella vita privata sia attraverso progetti personali e iniziative imprenditoriali.

In fondo, desidero semplicemente continuare a dedicarmi con passione a ciò che mi dà gioia, crescendo sia come atleta che come persona.